Tra le altre cose, Kenzo Takada, in arte Kenzo, è stato uno dei primi stilisti a credere nel retail, cioè nella gestione diretta e personale di punti vendita in cui vendere le proprie creazioni.
E’ il 1970 quando apre Jungle Jap nei pressi della famosissima Galerie Vivienne.
Ed è esattamente da qui che Carol Lim e Humberto Leon sono partiti per riscrivere la storia del brand.
Partner dal 2002, anno dell’apertura di Opening Ceremony a New York, il duo originario di Los Angeles ha rivoluzionato il concetto di shopping experience attraverso la continua ricerca di giovani designer e le collaborazioni con marchi storici.
Intervista: Andrea Batilla
Come influiscono le vostre origini losangeline e il vostro background sportswear su quello che state facendo da Kenzo?
Siamo sempre stati interessati alla moda, sin da quando eravamo giovani; l’amavamo ancor prima di poter seguire su internet i magazine europei. Abbiamo sempre cercato di comprendere la moda e ovviamente abbiamo sempre amato lo sportswear americano. In questo momento stiamo cercando di portare tutte queste cose da Kenzo e per noi è una cosa incredibile. Ci sentiamo esattamente come Kenzo Takada si è sentito quando nel 1969 dal Giappone è arrivato a Parigi.
Qual è stata la prima reazione che avete avuto quando vi è stato chiesto di disegnare per Kenzo?
Eravamo davvero eccitati. L’anno prossimo sarà il decimo anniversario di Opening Ceremony. Eravamo alla ricerca di un progetto dove far approdare molte delle cose che già facciamo là. Partnership e collaborazioni sono parte integrante del linguaggio di Opening Ceremony, ma non avevamo mai lavorato al cento per cento su un unico brand. Quando abbiamo ricevuto questa proposta, ci è sembrato di avere molti elementi in comune con Kenzo: le origini giapponesi, la passione per il viaggio e la nostra stessa attitudine per la scoperta.
Voi venite da un progetto indipendente. Qual è il vostro rapporto con il gruppo LVMH?
Sono stati molto disponibili. Ci hanno lasciato molta libertà di ricreare ciò che il brand era nel 1969. In questo momento non è questione di seguire delle regole, piuttosto di riportare in vita uno spirito Seventies. Pensiamo ci abbiano scelti perché sanno che possiamo ridare al brand ciò che ha perso.
Come pensate che la vostra esperienza nel retail influenzerà ciò che state facendo da Kenzo?
Abbiamo lavorato da subito in parallelo a collezioni, store e comunicazione online e siamo felici di lavorare all’intero processo, dalla creazione alla vendita.
La collaborazione con artisti con diversi background è stato il vostro segno distivo. Come lo svilupperete da Kenzo?
Stiamo cercando di coinvolgere artisti, musicisti e fotografi perchè vogliamo lavorare su un’idea di community. Kenzo in questo senso abbraccia diverse realtà.
Che musica vi piace?
Ascoltiamo tanti tipi di musica. Siamo cresciuti nei primi anni Ottanta, quindi amiamo new wave, goth e il filone Depeche Mode. Ma ci piace molto anche la musica pop e ascoltiamo un sacco di band indipendenti newyorkesi.
In che modo Parigi influenza il vostro modo di lavorare?
Restare qua per un periodo più lungo rispetto alla permanenza di un viaggio breve ci ha permesso di vivere davvero la città, incontrare amici e iniziare a costruire una community. Passiamo qui tre quarti del nostro tempo, il che ci ha permesso di immergerci completamente nell’esperienza parigina.
Ph. Marco Marzocchi
Styling Veronica Panati
Hair and make-up Isabel Strobl
Model Katerina @Fashion
All clothes and accessories Kenzo spring summer 2012 collection
Thanks to “HUB” Communications, Viale Col di Lana 8 Milano
http://www.hubcomm.net/






















