Mi sono trovata a curare questa mostra lavorando con due persone straordinarie in un luogo altrettanto fuori dal comune; attraverso questa breve intervista a Davide voglio dare a tutti l’opportunità di sapere com’è nata questa esperienza e di poterne percepire l’atmosfera.
Qual’è il percorso che ti ha portato a questa mostra?
Io e Nico eravamo assieme nella mostra “Immemorial” curata da Marina ( Abramovic ), quando il progetto a Milano e’ saltato Nico ti ha invitato a portare il progetto a Vittorio Veneto e io ne sono stato più che contento.
Cosa pensi del fatto di esporre in spazi indipendenti?
E’ stata una bellissima esperienza. Lavorare in spazi no profit è sempre divertente. Dà la possibilità di sperimentare senza avere lo stesso tipo di pressione di una mostra commerciale in galleria. Questa mostra è stata preparata in tempi strettissimi ma sono molto soddisfatto del risultato.
E’ una bella sfida poter avere libertà d’azione, dove ti ha condotto?
Mi ha portato a fare il mio lavoro al meglio in relazione al tempo e alle condizioni logistiche presenti.
Mi spieghi i lavori che sono esposti in questa mostra?
La mostra s’intitola ” SE SOLO AVESSI MANI DA MORDERE” e una possibile lettura dei lavori in mostra parte da una certa impossibilità di definire la direzione o quantomeno la fonte delle difficoltà più insidiose della vita, la mia quanto quella di chiunque.
Il lavoro che ritieni, al momento, il più rappresentativo, tra quelli fatti per Vittorio Veneto?
Direi che la scultura con i bastoni appoggiati nell’angolo è forse il lavoro che incarna meglio lo spirito della mostra.
Mi racconti com’è nata questa scultura?
Sono oggetti ingenui, una specie di minaccia innocua e patetica, come chi vuole sempre essere pronto a colpire, sempre sulla difensiva, perché sa di non aver difese sostanziose. Una specie di cane che ringhia al buio. Da lì il titolo, se solo avessi mani da mordere, starei meglio, almeno saprei da dove arrivano le botte e mi comporterei di conseguenza.
Progetti futuri?
Da qui a Natale mi dedicherò alla definizione del lavoro che svilupperò in Indonesia, durante una residenza del Kempinski Art Fellowship, da fine gennaio a inizio marzo. Nel frattempo sto cominciando a lavorare al restyling di “Einstein on the beach” lo spettacolo teatrale scritto e diretto da Robert Wilson con musiche di Philip Glass, che si terrà ad aprile al Baryshnikov Art Center di New York. Il team di Wilson mi ha invitato a collaborare con Jonah Boaker alla rivisitazione dello spettacolo. Io mi dedicherò a tutti i dettagli visivi, dalla scenografia ai costumi, Jonah alle coreografie e naturalmente Mr. Wilson alla regia. Dopodiché dovrò definire i dettagli delle sculture per la mia mostra alla Galleria dell’Oro di Berlino verso fine aprile. Poi, spero, qualche settimana di pausa.
Codalunga
Vittorio Veneto
4 Dicembre – 6 Gennaio 2012
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