Classe 1980, una laurea all’I.S.I.A. di Urbino nel 2004 e un diploma in Video Design allo IED di Milano: il curriculum di Rino Stefano Tagliafierro, per tutti Rino, è decisamente notevole. Appena terminati gli studi a Urbino, viene selezionato tra i primi 30 video editor per il MEI (Meeting degli Indipendenti: Festival della Produzione Musicale Indipendente) di Faenza, nel 2006 è tra i vincitori del concorso Italian Window all’interno del festival internazionale RESfest con il video sperimentale “A Second Before Waking Up” e nel 2007 vince il contest indetto da Qoob per la realizzazione del videoclip del brano “A Joy Remix” di Four Tet. La passione per la video arte è però irresistibile, accantona così i progetti legati al mondo della musica e si dedica alla regia di videoclip, spot e video sperimentali, collaborando con lo Studio N!03, con il collettivo Kosanostra, con lo Studio Bazzani per Antonio Marras e con Claudio Sinatti nel campo del vjing e della live-performance. Seguono i videoclip realizzati per il compositore Vittorio Cosma, Digitalism e Css, e diverse altre “sperimentazioni visive”, così come le definisce lui stesso.
Art director, video-artist, vj e graphic designer: se dovessi raccontare quello che fai in poche righe, come lo descriveresti?
Tutto quello che faccio ha lo scopo di rispondere agli stimoli che ricevo dall’esterno. Assorbo e metabolizzo ogni cosa che cattura la mia attenzione e, dopo aver rielaborato la realtà, la ripropongo in una veste completamente nuova, spesso assurda e surreale. Amo creare situazioni, come se fossero ricordi sospesi nella memoria che possono essere rivissuti soltanto all’interno del video stesso.
Tre parole che riassumono al meglio il significato del tuo lavoro.
Inquietudine, sperimentazione e poesia.
Parlaci del tuo ultimo lavoro, M + A “Bam”, video musicale tratto dall’album “things.yes” degli M + A.
Gli M + A sono due giovanissimi musicisti di Forlì e recentemente hanno firmato il loro primo contratto con la casa discografica inglese Monotreme Records. Li ho ascoltati per la prima volta in un piccolo locale di Parma e mi sono reso immediatamente conto di quanto la loro musica fosse vicina al mio immaginario visivo. Da quell’incontro è nata la collaborazione per il videoclip della canzone “My Super8″, seguita poi da “Bam”, una track che ha l’obiettivo di rendere visibile la musica.
La protagonista del video, “clonata” numerose volte, compie dei semplici esercizi e movimenti che in post-produzione sono stati associati ai singoli suoni della canzone, creando così immagini ipnotiche e mesmerizzate. Se la giornata di shooting è stata piuttosto semplice e veloce, per l’editing ci sono volute diverse notti di lavoro per creare le varie coreografie presenti nel video.
Al progetto ha collaborato anche Laila Sonsino, fondamentale nella fase di post- produzione.
Ogni lavoro ha una sua storia e un suo perché. Quale, fra tutti, ricordi con più intensità o ti ha dato maggior soddisfazione?
Sicuramente “My Super8″ degli M+A perché, oltre ad essere un video molto personale, che mi ha permesso di sperimentare un’innovativa e complicatissima tecnica di animazione, ha riscosso anche un’incredibile successo in giro per il mondo e mi è valso il primo premio ad un festival per giovani video editor tenutosi a Buenos Aires. Inoltre recentemente è stato inserito all’interno di una rassegna di video arte al Big Screen Plaza di Manhattan (New York).
Italia: crisi economica, politica, e forse anche di costume e di pensiero. Ricerca di nuove guide e nuovi valori su cui costruire il domani. In tutto questo che ruolo occupano e che cosa pensano i giovani, le “nuove leve”, proprio come te?
Il periodo “nero” che stiamo vivendo può essere sfruttato come uno stimolo interessante per cercare nuovi percorsi e per rinnovare il sistema stagnante in cui ci troviamo. Se è vero che la creatività deve rompere gli schemi, questo è il momento giusto per osare.
Hai lavorato per importanti studi di grafica e di regia, vinto numerosi premi e partecipato anche alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2007. Un curriculum di tutto rispetto per avere poco più di trent’anni. Immaginiamo però ci sia ancora tanta strada da percorrere e mille altre contaminazioni da cui lasciarsi sedurre, che cosa progetti per il tuo prossimo futuro?
Quello che desidero è avere sempre la curiosità di buttarmi in sfide nuove collaborando con chiunque possa darmi la possibilità di crescere e sperimentare. Aumentando il mio campo d’azione posso imparare quante più cose possibili.
Se non avessi scelto questa strada, che cosa avresti fatto nella vita?
Sarei sicuramente diventato un campione mondiale di ping pong.
Finiamo, ça va sans dire, con la nostra domanda di rito. Pizza preferita?
Ora sono nel periodo bufala e salame piccante, l’importante è che non ci siano funghi.























