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PIZZA presenta il nuovo art director

Intervista ad Alessandro Gori.

Conclusa la collaborazione con Alessandro Jumbo Manfredini, PIZZA ha un nuovo art director. È Alessandro Gori che dal suo Laboratorium costruisce e comunica l’immagine della nuova moda nazionale. Toscano, ha dato identità grafica ad alcuni dei più importanti progetti sulla cultura della moda italiana tra i quali i cataloghi delle mostre ‘Lo Sguardo Italiano’, ‘Lei e Le Altre’, ‘Diana Vreeland After Diana Vreeland’ e il libro ‘Una Nuova Moda Italiana’ curati tutti da Maria Luisa Frisa. A Gori si deve anche il segno grafico di Pitti Immagine, azienda specializzata in fiere e baluardo della comunicazione della moda nel mondo.
Nel suo approccio snello e tagliente si leggono cultura, eleganza e istinto creativo guidato da volontà di comunicare con chiarezza. Il suo è uno stile sottile, intelligente, per niente incline al decoro per sé. Un segno grafico che ha il suono della musica elettronica e industriale, del rock minimale e delle sperimentazioni jazz con toccate e fughe nelle migliori espressioni del pop.
Ed è proprio a un font creato da Gori nel 2008 che dobbiamo il logo di PIZZA.
Welcome home Mr. Gori.

Cos’è Laboratorium?
Laboratorium è un’entità nomade, un nucleo variabile di persone – che lavorano singolarmente o in gruppo, e anche in luoghi differenti – le quali, con attitudini diverse, sperimentano strategie e linguaggi all’interno dei processi di comunicazione. Denso? Mi piace pensare che Laboratorium ragioni secondo una logica quantistica, corpuscolo-ondulatoria. È dai tempi della scuola che mi ronza in testa Heisemberg, l’impossibilità di vedere e determinare contemporaneamente la posizione delle particelle subatomiche e soprattutto come nel piccolo infinitesimale la materia si comporta come se fosse energia e l’energia come se fosse materia. Appare e scompare. Eppure tutto è lì, e tutto funziona! Una magica alchimia così è il Lab, nato dall’incontro tra il sottoscritto e Maria Luisa (Frisa) nei primai anni del nuovo millennio. Lavoravamo a distanza tra telefono e email, valanghe di email. Poi è arrivata Serena (Becagli) e un epicentro fisico, tutto bianco, a Firenze. Ma la distanza e il nomadismo continuano a stimolarci dandoci l’opportunità di portare avanti progetti totalmente personali. È un gruppo eterogeneo che non si spaventa della diversità e del cambiamento.
E su quest’onda sono nate le collaborazioni per le campagne stampa di Pitti Immagine pensate come una serie di quadri, fashion landscape quasi totalmente italiani sulla creatività di chi comunica la moda: abbiamo iniziato con giovani artisti e poi sono arrivati i fotografi, gli stylist e gli illustratori. In ordine sparso e parziale alcune apparizioni più o meno ondulatorie sono state quelle di Andrea Spotorno, Nico Vascellari, Marco Pietracupa, Andrea Gandini, Pablo Arroyo, Sissi, Rossana Passalacqua, Peppe Tortora e Valentina Ilardi, Tanya Jones e Andrea Artemisio…
Se si sposta di qualche grado la manopola del sintonizzatore appaiono libri, cataloghi, mostre e una grande mole di lavoro connessa con gli aspetti più teorici e sperimentali della comunicazione che diventa azione che al Lab ci appassionano tanto. “Bowlingcervello”, per impossessarmi di un termine di Marcello (Maloberti) che mi piace tanto. Lavorare ai progetti dall’inizio del processo creativo, seguirne tutta la ricerca o parte di essa è un operare affatto scontato e assai stimolante. Solo così si riesce a entrare nel merito del lavoro e diventare parte attiva nel proporre quelle che saranno le modalità di resa visiva dei materiali, delle tesi da esporre, andando oltre la sola estetica. Nel libro Walter Albini e il suo tempo. All power to the imagination – un titolo tanto bello che non si può non riportare per intero – curato da Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi, tutto il lettering è ispirato a quello usato da Albini per la sua comunicazione. Il WienerForWalter è un font che ho disegnato per i titoli ispirandomi ad un carattere che Albini ha utilizzato per la carta da lettere che a sua volta citava la Wiener Werkstätte. Un esempio semplice che cela una scatola cinese di citazioni e copie: esattamente quello che faceva Albini e quello che la moda ha iniziato a fare sulla scia del postmoderno proprio in quel periodo.

Cosa ti aspetti da questo lavoro?
Sarà una nuova esperienza, una nuova occasione, per crescere, sperimentare, collaborare con persone nuove. Davvero stimolante! Un lusso! Grazie per questo!
In questi ultimi anni Milano pullula come non mai di riviste indipendenti – Grey, Hunter, Unflop per la moda e sul fronte dell’arte Mousse e Kaleidoscope, – talmente tante che non è possibile citarle tutte. Una scena ricchissima; ed è pazzesco pensare a come tutti riescano su fronti diversi a tenere degli standard molto alti. Continuare a mantenere il ritmo e dar campo a lunghezze d’onda differenti sarà una bella sfida da condividere. Un impegno da svolgere con passione!
Ho lavorato a molti libri, ma a solo due magazine: Fruit of the Forest, una rivista digitale sul design, e Sides un magazine nato con l’idea di ampliare la forma del catalogo commerciale – un progetto pensato per le fiere womenswear che Pitti Immagine organizza qui a Milano. PIZZA sarà la terza…

Che cos’è per te l’italianità?
Pizza, pizza, pizza… e anche un mandolino!

Quale pensi che sia il valore aggiunto del lavoro in team?
Aumentare i punti di vista, ricchezza, sicurezza, interazione, condivisione.

< 18/6/12 A CURA DI Sabrina Ciofi >
<Moda>

Italian Fashion Icon Emilia Vincenzini

Musa, amica, compagna di vita del grande Walter Albini.

< 26/7/12 A CURA DI Andrea Batilla >

Luca De Bona

Intervista al designer, architetto e art director della Design Week di Venezia.

< 25/6/12 A CURA DI Alessandro Mitola >
<Moda>

Walter Albini. Creatività e destino.

Comincia oggi una rubrica mensile dedicata ai geni della moda italiana che non sono ancora entrati nei libri di storia. Paola Maddaluno, storica della moda del Novecento, ci aiuta a scoprire una parte del nostro passato che abbiamo colpevolmente dimenticato.

< 31/5/12 A CURA DI Paola Maddaluno >

Studio Fantastico

Uno studio che, dal progetto grafico ai contenuti, si occupa di voi a 360°.

< 31/1/12 A CURA DI Michela Biasibetti >
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