Si accomodi, Dimitri. Non faccia così, non trascini i piedi. Pesa più a me che a lei, glielo garantisco. Non mi è mai piaciuto avere a che fare con le persone. No, lei non puzza Dimitri, ciononostante il suo odore mi nausea. Non penso che lei sia un idiota, credo che sia “diversamente brillante”. Non faccia così, non volevo offendere. Va bene. Veniamo a noi. Ho qui con me un telefono portatile. Sì, un cellulare, come dice lei. Dimitri! Faccia attenzione perché non lo ripeterò: lei, in competizione con il telefono, dovrà farsi sentire forte e chiaro dai nostri tecnici recatisi all’uopo nel nostro laboratorio di Danzica. Questa riflessione dimostra solo la sua debolezza di carattere. Cominciamo: lei dovrà comunicare ai tecnici i primi dieci numeri della successione di Fibonacci. Conosce il Fibonacci? Me ne rallegro. Avanti. Urli! Urli più forte, quasi non la sento. Forza con quella voce. Tiri fuori il fiato. Lei mi delude. Sto per comporre il numero del laboratorio di Danzica. Sono pronto a scommettere che non hanno sentito nemmeno il primo numero. Vuole scommettere con me? Il rischio non la eccita? Lei è un pusillanime. Come sospettavo: non hanno sentito niente. Certo, hanno sentito me. Questo significa che lei ha fallito. Non le piace la parola? Non c’è un modo migliore per dirlo: fallito.
Illustrazione di Gianmaria Borin www.imegadito.com













