E oggi? Cosa fanno Lui e Lei?
Esistono ancora le farfalle nello stomaco, oppure sono solo i postumi del sushi del venerdì?
Harmony 2.0 ci fa capire che fine ha fatto l’amore, se Lui e Lei hanno solo fatto un gran casino.
Alessia Rafanelli presenta per PIZZA una serie di racconti a puntate ispirati alla celebre collana di narrativa rosa che ha avvicinato tante donna alla lettura a partire dagli anni Cinquanta, fra storie passionali, suspance, sesso e avventura.
L’amore ai tempi delle intolleranze alimentari - Parte I
Per Lei la domenica mattina era una cosa sacra, intoccabile più del Natale, del parrucchiere di fiducia che non sbaglia mai, del pigiamone di flanella che anche se è brutto ti salva la vita. Dopo una lunghissima settimana di lavoro, di ombrelli che mancano quando servono, di file alla cassa dell’Esselunga e del rituale della lettura delle email prima di dormire, finalmente arrivava un giorno tutto per Lei: si svegliava tardissimo, solo quando aveva voglia, leggeva riviste, cucinava qualcosa di buono, usciva se voleva, ma anche no. La domenica era il giorno giusto in cui riposarsi, annoiarsi, farsi la ceretta, andare in un museo, guardare la tv, perchè tanto Barbara d’Urso è in vacanza. La domenica era il suo giorno, fin quando non arrivò Lui. Si conoscevano da due mesi ormai, classica storia nata grazie ad amici di amici che in verità non si vedono mai. Iter standard della storia d’amore moderna: primo step della cena di gruppo, momento importante che serve per notarsi e capire se l’altro ha più o meno delle sembianze umane, solo a fine serata si scambiano due parole e ci si lascia il numero; secondo appuntamento costituito da aperitivo in posto carino centrale con tanto di chiacchiera brillante ed euforia da quarto prosecco, si inizia a conoscersi un po’ e se si sono superati i ventisette anni ci si promette di uscire a cena, se si è più giovani si saltano alcuni passaggi; ufficializzazione del rapporto costituita da cena e dopo cena, dichiarazione stringata inclusa, che verrà ricordata come l’istante più romantico della propria vita. Ecco come si erano conosciuti due ragazzi “normali” che vivevano una vita “normale”; superato il rodaggio iniziale, cominciavano a piacersi sul serio, sentivano il bisogno di fare le cose che gli innamorati fanno, come portare lo spazzolino nella casa dell’altro, far finta di interessarsi alla sua vita lavorativa, mandare messaggi non utili giusto per farsi sentire. Due mesi erano davvero volati e Lei, dittatrice delle ore domenicali, iniziava a sentire il bisogno di condividere quei momenti con Lui. Decise quindi di provare. Un sabato sera andarono ad una festa, bevvero quel giusto per essere allegri e soddisfatti della vita, si scambiarono caldi baci in macchina prima di partire, una cosa tira l’altra, decisero di andare a casa di Lei e di dormire li. Lei era felice di passare la domenica con lui, non vedeva l’ora di svegliarsi per poter preparare una bella colazione: si sa, quando uno si innamora si sente un grandissimo chef e cucina di continuo, organizzando banchetti per sfamare il terzo mondo, cercando in tutti i modi di saziare fino al crollo cardiaco il partner. Ecco, questa era proprio l’idea di Lei, o meglio, voleva organizzare un carinissimo brunch per due in terrazza, con fiori freschi, brezza romantica, sole primaverile, caldo ma non afoso, piatti da fotografia, buonissimi, biancheria impeccabile e tanto amore. Non voleva la colazione del Mulino Bianco, ma piuttosto un’atmosfera un po’ retrò, come quelle che si vedono nei vecchi film francesi, magari avrebbe pure messo il cd di Edith Piaf in sottofondo. Questi erano i suoi piani prima di addormentarsi; pensò che prima che lui si svegliasse doveva andare al supermercato, prendere i fiori, cucinare e farsi trucco e parrucco. La domenica non si svegliava mai presto, ma questa volta avrebbe fatto un’eccezione, ne valeva la pena in fondo. Dormì benissimo, abbracciata stretta stretta a Lui, sognando fragole con la panna, sorrisi di gradimento, dichiarazioni d’amore sfrenato. La sveglia suonò alle 7:55. Lui non se ne accorse nemmeno e Lei scattò in piedi come una molla, piena d’energia, caricata dall’amore. Caffè amaro, un po’ d’acqua in faccia per svegliarsi e carrellino della spesa a portata di mano: uscì di casa in 5 minuti. Com’era strana la città a quell’ora, silenziosa, tranquilla da far paura, erano tutti a letto a smaltire gli eccessi del sabato sera, oppure a pensare a quanto è brutto svegliarsi il lunedì. Lei però si sentiva bene, si aspettava grandi cose da quel brunch, voleva passare una bella domenica. La nostra eroina, accecata dall’amore, pensava che la domenica è molto più bella se la si sfrutta per fare delle sorprese al proprio compagno; stava già organizzando incredibili fughe romantiche in macchina, con cappotta abbassata e cappello che vola; voleva girare per mercatini bellissimi, e tantomeno reperibili in città, mano nella mano con Lui, comprare oggetti per una loro futura casa. Poi si accorse che nello scaffale non c’era più succo d’arancia e finalmente il cervello riprese le sue funzioni normali. Fece la spesa velocemente, senza tuttavia dimenticare niente perché la passione si sa rende onnipotenti; prese delle bellissime ortensie bianche, di quelle che fanno subito situazione molto chic, ma anche dei piccoli mazzolini di lavanda, per sprigionare in tutta la casa un odore di Provenza. Che meraviglia, che sogno! Tornò a casa: apparecchiò la tavola con la miglior tovaglia che la buon anima di sua nonna le aveva lasciato, tutta bianca, immacolata; sistemò i fiori, pensando a quanto sarebbe stato bello fare l’amore con lui finito di mangiare. Faceva tutte queste azioni in punta di piedi, attentissima a non svegliare il bell’addormentato, rovinando così l’incredibile sorpresa. Iniziò a cucinare con Edith Piaf nell’iPod: si sentiva come le donne degli anni Cinquanta, quelle che viziavano ancora il proprio uomo, che si facevano belle per lui dopo aver cucinato, che se ne fregavano della domenica. La domenica, giusto. Pazienza! Avrebbe dormito la domenica prossima, oppure no, non era importante. Uova strapazzate, bacon, pancake fatti con le sue mani, frutta di stagione, caffè americano, vari succhi di frutta, biscotti al cioccolato e infine il pezzo forte, centrifugato di banana e cannella. Aveva letto la ricetta sul web e immediatamente l’aveva trovata dolcissima: frullato di banana e cannella, suonava talmente bene che doveva per forza essere buonissimo. Che dolcezza! Altro che colazione a letto: Lei avrebbe addirittura fatto il frullato di banana! Se si fa il trenta si fa anche il trentuno!
Com’erano belle tutte quelle cose ben sistemate sul tavolo, ognuna al suo posto, i colori in perfetta sintonia fra loro; era tutto così “pastello”, l’atmosfera era ovattata, l’aria profumava, l’unica parola che si riusciva a pensare era “AMORE”.












