E oggi? Cosa fanno Lui e Lei?
Esistono ancora le farfalle nello stomaco, oppure sono solo i postumi del sushi del venerdì?
Harmony 2.0 ci fa capire che fine ha fatto l’amore, se Lui e Lei hanno solo fatto un gran casino.
Prosegue la serie di racconti a puntate ispirati alla celebre collana di narrativa rosa che ha avvicinato tante donna alla lettura a partire dagli anni Cinquanta, fra storie passionali, suspance, sesso e avventura.
L’amore ai tempi delle intolleranze alimentari - Parte II
Si tolse la tuta da battaglia che aveva indossato nella lunga preparazione e indossò un leggerissimo baby doll bianco di chiffon, con dei piccolissimi pois; gonfiò i riccioli castani e mise appena un filo di trucco; voleva l’aspetto raggiante delle dive del cinema quando si svegliano sul set, con trucco incorporato e capelli antisismici. Tocco finale: un grembiulino rosa da cameriera francese, che sua madre le aveva regalato nella speranza che diventasse una vera donna di casa. A volte le mamme ti salvano la vita! Tre, due, uno, sguardo alla tavola, sguardo allo specchio, sguardo ai piatti sporchi in cucina, forse era meglio chiudere la porta. Era tutto pronto, benedetta la domenica di coppia: si sentì così soddisfatta di tutte le cose che aveva fatto che giurò sulla tavola che, a partire da quella domenica, tutto sarebbe cambiato, che sarebbe diventata una donna nuova e avrebbe dedicato tutte le sue giornate di riposo alla cura del rapporto di coppia. Era così bello organizzare quelle romanticherie, si era davvero divertita e aveva passato una splendida mattinata. A cosa serve dormire, se poi si perde il tempo per vivere quelle emozioni? Andò in camera da letto, si avvicinò a lui e iniziò ad accarezzargli i capelli, che erano un po’ radi, ma quel giorno era domenica, c’era il brunch e chi se ne importa. Lui aprì gli occhi e la vide tutta agghindata già pronta all’attacco, guardò la sveglia e notò con orrore che erano solamente le 10 e 25: anche Lui aveva consacrato la domenica al riposo. Lei lo baciò virginalmente e gli disse che aveva una sorpresa per Lui. In effetti la domenica del devoto credente del “riposo coatto” fu davvero una grande sorpresa. Subito dopo aver riacceso il cervello, Lui notò il grembiulino di Lei e iniziò a pensare che fosse uno di quei travestimenti sexy e che si era fatta tutta bella per fare qualche strano gioco erotico: questo era l’unico regalo che avrebbe potuto accettare a quell’ora. Magari se ne poteva parlare. Poi vide che Lei si alzava e tirava via le coperte, apriva le persiane, faceva entrare il demonio della Luce. Era sicuramente pazza. Lui non osò dire nulla: magari Lei voleva davvero sembrare una cameriera d’hotel, di quelle che ti rifanno il letto la mattina, con quello spolverino di piume, magari era così. La vide uscire dalla camera e si rassegnò alla catastrofe, doveva alzarsi anche Lui, giusto per cortesia; forse la situazione diventava piccante in cucina, chissà? Ciabattò fino al soggiorno e venne inondato da un odore nauseabondo, un miscuglio letale fra il profumo di Lei, profumo di fiori, profumo di dolci appena sfornati, lavanda a gogò; sembrava di essere nella fabbrica di Cioccolato di Willy Wonka o in una boccetta di profumo Acquolina.
- Come mai tutto questo profumo?- osò dire con un finto sorriso sulla faccia.
- L’ho fatto per te amoruccio! Vedrai che meraviglia! Respira a pieni polmoni-. Lui non disse nulla per la seconda volta, si vedeva che Lei era felice, rovinarle la giornata per un po’ di profumo di troppo non gli sembrava il caso. La tavola era imbandita stile “matrimonio di quattro giorni in Calabria”; il pover’uomo sperò vivamente che Lei avesse invitato qualcuno a pranzo o che tutta quella roba fosse finta, tipo quei libri di cartone che si usano per riempire le mensole. Lei lo prese per la manica del pigiama e lo sistemò su una sedia stile pacco postale, in terrazzo, inondato dal sole; lui non era capace di fare obiezioni, sentiva la testa confusa da quella puzza infernale, era caldo, c’era troppa luce, di sicuro stava per svenire.
- Amore, non credi che ci sia troppa luce? Non riesco a vederti.
- Non ti preoccupare, ho la soluzione tesoro. Ho un paio di occhiali vintage bellissimi, staresti da Dio, li avevo comprati anni fa! Ti piace la domenica di coppia vero?- Lui stava per rispondere quando arrivarono i bellissimi occhiali; li indossò e si guardò per un attimo allo specchio alle sue spalle: sembrava un attore porno anni Novanta. La domenica di coppia era una cosa del tutto surreale per Lui.
- Ma stai benissimo! Sei davvero nel mood giusto!-
- Sei stata molto carina ad organizzare tutto questo, a cucinare, apparecchiare, ma non dovevi disturbarti.- Chiara l’antifona?
- Ma figurati! Sono felice di fare queste cose per te. Ah, dimenticavo una cosa-. Lui iniziava quasi a pentirsi di aver detto quella frase, ripensando agli occhioni dolci di Lei, alla sua espressione contenta, a quanto in fondo stava bene con quel baby doll; in fine a parte gli occhiali da Rocco, la fioritura di Spello in giro per la casa, il cenone di Natale a colazione, non c’era nulla di speciale. Avrebbero chiacchierato con calma, approfittato della quiete mattutina, Lui iniziava a convincersi che in fondo non ci fosse niente di male. Ad un tratto poi scoppiò una bomba, iniziò la guerra mondiale, gli esplosero i timpani.
JE VOIS LA VIE EN ROOOOOSE. La casa si era riempita delle grida assordanti di una squinternata francese che cantava di una certa via del rosa, forse a Riccione pensò Lui. Era uno di quegli uomini che la mattina non riesce a sopportare neanche il rumore del rasoio elettrico mentre si fa la barba, figuriamoci Edith Piaf che se la canta bella bella a tutto volume.
TI PIACE?- urlò Lei, come quelli che cercano di capire se le montagne fanno eco.
SÌ, MA FORSE E’ UN PO TROPPO ALTA?
Ora va meglio?
Si decisamente, potremmo anche spegnerla, almeno siamo solo io e te.
In verità avrebbe voluto dire “Almeno non mi rendete sordo, tu e quella pazza di una francese”.
Lo abbasso giusto un po’-. Va be’, meglio di niente. Iniziarono a mangiare, Lei era al settimo cielo, Lui nel settimo girone dell’inferno, punzecchiato dal demonio in persona; Lei continuava a rimpinzarlo di cibo, tutto buonissimo per carità, ma leggermente pesante per uno che non riusciva a mandar giù neanche uno spicchio di mela prima delle 12; era abituato così, la mattina beveva solamente una tazza di tè per non rischiare di vomitare. Lei lo costrinse a finire tutto, i pancake, i biscotti, le melanzane alla parmigiana del giorno prima, tutto. Lui ormai non era più capace di intendere e di volere, totalmente allucinato dal cibo; pensava solamente che doveva amarla parecchio se sopportava tutte quelle cose, oppure era solo troppo codardo per farla soffrire con un No: non riusciva a capire neanche questo. L’unica cosa sicura nella sua vita era la lavanda gastrica. Si consolava con il fatto che ormai era tutto finito, che avrebbe potuto alzarsi da quel tavolo delle torture per ributtarsi sul letto e finire li i suoi giorni, fra atroci incubi da digestione rallentata.
C’è il pezzo forte amore! Frullato di banana e cannella, con spruzzatina di panna per guarnire-. Eh no, anche questa no, certo che quando la sfortuna ci si mette te le combina proprio grosse. In quel momento lui si trasformò in un toro assatanato, non poteva essere, questa volta doveva dire qualcosa, ne andava della sua salute mentale e fisica. Cercò di controllarsi: – No cara, il frullato no grazie. Non posso proprio.- Lei:- Ma come? L’ho fatto per te! Ho preso le banane biologiche, il latte fresco. Dai provane solo un sorso! Lui:- No veramente amore, è meglio così! Lei: – Dai, ti prego, fallo per me, è domenica. Basta. Lui sudando come un pazzo e con le sopracciglia che tremavano: – Sono allergico alla banana e intollerante al latte cavolo! Come pensi che possa bere il tuo frullato? Non l’hai letto su Facebook? Fra le info ho scritto tre cose: allergico alla banana, intollerante al latte, amante sfegatato della domenica. Ti basta? Aggiungerò “favorevole alla caccia ai musicisti francesi”- Continuò:- Vuoi forse uccidermi con il tuo frullato, la sveglia traumatica e i brunch? Pensavo che anche tu amassi la domenica! Forse non ci conosciamo abbastanza! Siamo troppo diversi! – Lei rimpianse l’attimo malefico in cui si era svegliata, imprecò a causa di tutta la fatica sprecata, pianse amaramente in nome del suo cuscino e del suo piumone. La gente non apprezza più nulla, neanche della dolcezza domenicale. Lei su Facebook non ci andava mai, tantomeno a leggere le info del suo compagno nevrotico con problemi alimentari. Quella fu l’ultima domenica che passarono insieme. Lui cercò di dimenticare il tutto. Lei lo ricordò fin troppo bene per molto tempo. Tutto questo per colpa di un frullato alla banana, che evidentemente non è più il frutto dell’amor, e di una domenica diversa. Morale: Prima di organizzare dei brunch romantici controllate sempre le info su Facebook, evitate il francese e la casa stile Arbre Magique.





